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sabato, febbraio 28, 2004
Corollario Perche' ...

Corollario

Perche' qualche volta non fate una capatina su questo blog, tanto per trovare qualche spunto di lettura interessante ( e non scontato, non scolastico)?

Postato da: floria1405 a 11:13 | link | commenti (5)

Per chi c'era e per ...

Per chi c'era e per chi non c'era (e per chi, forse, dormiva)

In questa fase, come testimoniato dal post precedente, sono in vena di prediche. La lettera che segue e' stata letta in classe, ma siccome qualcuno era assente e qualcuno era impegnato a pensare ai cavoli suoi la riporto qui per comodita' ( dal punto di vista pratico e' fondamentale soprattutto la parte finale: quando arrivera' il momento, non dite che non vi avevo avvertito!)

Cari alunni,

non mi maledite, per favore, ma con l’aiuto degli amici che di tanto in tanto mi vengono a trovare su “Contaminazioni” ho costruito una lista di “consigli di lettura”. C’e’ poco da fare: un ragazzo che studia tanto, ma non legge niente al di fuori degli obblighi scolastici, potra’ forse essere definito un alunno diligente ma non diventera’ mai una persona colta, un individuo critico, un qualcuno capace di prendere in mano la sua vita e non disposto a lasciarsi manovrare dagli altri ( che poi e’ quello che ci aspetta che impari a scuola: il famoso “spirito critico”). Sara’ poco piu’ di un pappagallo e, al di fuori delle quattro nozioncine apprese faticosamente seduto dietro un banco, non avra’ argomenti, sara’ solo un burattino in mano agli esperti di marketing e ai pubblicitari, ai retori e ai demagoghi. E soprattutto sara’ opaco a se stesso: non essendosi mai confrontato con il pensiero altrui, non avendo mai cercato il riflesso di se’ nelle parole che danzano sulla pagina, non si conoscera’ mai davvero, sara’ solo una goccia nel mare, uno uguale a tutti gli altri, un signor nessuno perso nella massa.

Sono apocalittica? Magari offensiva nei confronti di quelli di voi che provano nausea solo al pensiero di prendere un libro in mano per diletto? Puo’ darsi.D’altra parte leggere non vi garantira’ il successo sociale, di certo non vi rendera’ materialmente piu’ ricchi, non vi fara’ diventare piu’ popolari nel gruppo degli amici, non vi aiutera’ nel conquistare la ragazza o il ragazzo che vi piace. Puo’ darsi, anche, che vi crei delle difficolta’ da questo punto di vista. Ammesso che siate contagiati dalla passione per i libri, accadra’ talvolta che dobbiate nasconderla ( a me e’ capitato) per non creare imbarazzo a voi e agli altri. Pero’ leggere vi aiutera’ a pensare, vi suggerira’ le parole per pensare (nuove parole, nuovi pensieri, nuove soluzioni), vi spingera’ a pensare da persone libere e non omologate.

E non vi sto dicendo che sia facile. Leggere, soprattutto per chi e’ poco abituato, e’ faticoso. Di certo piu’ che guardare la tv o giocare alla play station. Ma la posta in gioco e’ alta. Intanto, una volta superate le prime difficolta’, la lettura e’ un’ attivita’ che da’ naturalmente piacere, perche’ e’ sempre bello, ed eccitante, esplorare mondi che non si conoscono. E poi, avrete modo di trovarvi e riconoscervi. Sfuggire al conformismo ipnotico della televisione. Scampare agli stereotipi e ai pregiudizi. Trovare e allenare dentro di voi una forza diversa, lontana dalle seduzioni della moda e del conformismo, quella dell’intelligenza. Viviamo in un mondo di furbi e di buffoni. Viviamo in un mondo di ignoranti. Non possiamo cambiarlo, ma renderlo almeno un gocciolino piu’ vivibile, se non altro nel nostro piccolo, questo si’.

Questa e’ una lista di libri consigliati, fra i quali potete scegliere cio’ che vi pare. Il che non significa che dopo averla letta distrattatamente siete autorizzati a dimenticarla in un angolo. Sono la vostra insegnante di letteratura italiana ( e latina) e, visto che nella gerarchia scolastica occupo comunque un posto superiore al vostro, ho intenzione di servirmi della mia posizione e di obbligarvi. Al prossimo giro di interrogazioni di italiano, oltre ai consueti argomenti di letteratura, chiedero’ ad ognuno di voi non solo che cosa ha letto ma anche di raccontarlo agli altri e commentarlo. E l’ultimo compito di italiano vertera’ sulle vostre esperienze di lettura. E’ una forma di prepotenza da parte mia? Certamente. Una forzatura? Non posso fare altrimenti. Vi impongo un compito troppo gravoso? Non credo. E non dite che non avete tempo, perche’ i professori vi danno troppo da studiare e, d’altra parte, dovete pur vivere e divertirvi. E’ una scusa, lasciate che ve lo dica. Il tempo si trova, questione di organizzazione. Si trova per tutto, se si vuole: per studiare, per divertirsi (mica vi dico di buttare via la tv o il computer o la consolle) e anche per leggere. Altrimenti, tanto varrebbe dire che non troviamo tempo per pensare. E pensare, si dice, e’ cio’che ci rende umani. Traete voi le vostre conclusioni.

“Cominciare e’ sempre difficile…” scrive William Saroyan in un suo racconto. Ma da qualche parte bisogna pure iniziare e la letteratura non ha, per definizione, confini. Si parte da un libro e se ne scoprono almeno altri dieci ai quali non si era pensato. E da li’ si va avanti, all’infinito. Diciamo che mi aspetto qualcosa del genere anche da voi. E, visto che l’ho citato, parto proprio da lui.

William Saroyan Che ve ne sembra dell’America? Per capire qualcosa delle radici del melting pot americano, e che cosa significava (significa) essere migranti.

I libri che seguono sono tutti, in un modo o nell’altro, capisaldi (qualunque cosa voglia dire) della letteratura del Novecento e, se proprio volete saperlo, non ce n’e’ uno facile o corto (del genere che intendete voi). Ma sono tutti autori dei quali, in un modo o nell’altro, bisogna sapere qualcosa e che mi capitera’ di citare piu’ di una volta nei prossimi anni.

J.P. Sartre La nausea - Il Muro

L.F. Céline Viaggio al termine della notte

A. Camus La peste – Lo straniero

M. Proust Dalla parte di Swann

R. Musil I turbamenti del giovane Törless

J. Roth La cripta dei Cappuccini

T. Mann La morte a Venezia - Le teste scambiate

F. Kafka Il processo – Il castello – I racconti

Elias Canetti Autodafe’, La lingua salvata

Resta inteso che, se uno non si accontenta, per esempio, di un solo romanzo di Proust, puo’ tranquillamente leggersi tutta la Ricerca. E, naturalmente, Hemingway, o Mann, o Roth hanno scritto anche altro… Dovreste imparare anche l’arte dello scuriosare in libreria o in biblioteca, oltre che seguire passivamente i consigli che provengono da altri. Il lettore vero, per definizione, ama la liberta’ e l’autonomia.

E allora aggiungiamo, aggiungiamo, tanto per ampliare le possibilita’ di scelta E aggiungiamo senza distinguere, in perfetto stile random, fra classici e contemporanei, fra italiani e stranieri. Perche’ il vero lettore e’ sempre onnivoro e ha sempre l’impressione di essere contemporaneo di tutti, di tutti conterraneo

H. Hesse Siddharta, Narciso e Boccadoro, Il Lupo della steppa…

George Berbard Shaw Pigmalione

G.Orwell La fattoria degli animali, 1984

Giancarlo De Cataldo Romanzo criminale

Luther Blisset, Q

Wu Ming, 54

Raymond Chandler , Il grande sonno, Il lungo addio, Una finestra sul vuoto

Dashiell Hammett, Il falcone maltese

Niccolo’ Ammaniti, Io non ho paura

Emmanuel Carrère, Baffi

Banana Yoshimoto, Kitchen

O. Wilde Il ritratto di Dorian Gray

J. Steinbeck Uomini e Topi

S. De Beauvoir Una donna spezzata

Elsa Morante L' isola d'Arturo

Hagakure, Il codice del Samurai

M. Yourcenar Memorie di Adriano – L’opera al nero

E. Brizzi, Jack Frusciante e’ uscito dal gruppo

J.D. Salinger, Il giovane Holden

Jack Kerouac, Sulla strada

Italo Calvino Il barone rampante, Il cavaliere inesistente, Il Visconte dimezzato, Le citta’ invisibili

A. Huxley Il Mondo Nuovo

R. Bradbury, Fahreneit 451

S. Benni, Il bar sotto il mare, La compagnia dei celestini, Saltatempo

A. Tabucchi La testa perduta di Damasceno Monteiro

F.S. Fitgerald Il Grande Gatsby

A. Solzhenitsyn Una giornata di Ivan Denisovich

M. Bulgakov Il maestro e Margherita

Primo Levi Se questo è un uomo - La tregua

K. Vonnegut Mattatoio n°5…

E. Hemingway Addio alle armi – Fiesta – Fiesta mobile – Per chi suona la campana

N. Mailer Il nudo e il morto

Valerio Massimo Manfredi Acropolis, Le paludi di Esperia

Chuck Pahlaniuk Fight Club

Joseph Conrad Cuore di tenebra, La linea d’ombra, Racconti di mare e di costa…

James M. Cain Il postino suona sempre due volte

Cesare Pavese La luna e i falo’, La casa in collina, Dialoghi con Leuco’…

Richard Bach Il gabbiano Jonathan Livingston, Illusioni

Patrick Suskind Il profumo

F. Dostoevskij Le notti bianche, Il giocatore, I Fratelli Karamazov, Delitto e castigo…

L. Tolstoj Guerra e Pace, Anna Karenina, Resurrezione…

Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal, Uno, nessuno e centomila…

Roddy Doyle, La trilogia di Barrytown

Milan Kundera, L’ insostenibile leggerezza dell’essere, Amori ridicoli…

Gabriel Garcia Marquez Cent’anni di solitudine, L’autunno del patriarca …

Saul Bellow Il dono di Humboldt, Herzog, Ne muoiono piu’ di crepacuore…

Tom Robbins Natura morta con picchio

John Irving, Il mondo secondo Garp, Hotel New Hampshire

Robert Pirsig, Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta

Thomas Bernhard Il soccombente

F. Uhlman L’amico ritrovato

Manuel Vazquez Montalban, Il centravanti e’ stato assassinato verso sera, O Cesare o nulla…

W. Gibson, Neuromante…

Alessandro Baricco, Andrea Camilleri (non mi piacciono ne’ l’uno ne’ l’altro ma tant’e’, pieghiamoci al gusto comune)

Gustave Flaubert Madame Bovary

E a questo punto, dopo aver inserito in elenco un libro che, per l’appunto, illustra i mali delle letture non digerite, mi fermo. Ammettiamo che qualcuno di voi peschi nella lista appena compilata, lista volutamente disordinata, un libro che finalmente accenda in lui il sacro fuoco. A regola dovrebbe sprigionarsi un incendio inesauribile e il giovane lettore non dovrebbe aver piu’ bisogno di liste o d’altro. A regola. Perche’ c’e’ sempre qualcosa che non conosciamo, qualcosa che altri possono indicarci, uno spunto inaspettato che possiamo sfruttare. Ecco, questa lista vuole essere solo questo: un ‘indicazione, uno spunto. Molti di voi hanno un ‘idea vaga o esclusivamente scolastica dell’universo della letteratuta, quando, addirittura, non lo conoscono affatto: ecco questo elenco ha lo scopo di primo orientamento. Poi dovrete arrangiarvi. Auguri e… buon viaggio

Postato da: floria1405 a 10:20 | link | commenti (12)
suggerimenti di lettura

PredicozzoDa qualc...

Predicozzo

Da qualche tempo, cari ragazzi di terza, la nostra convivenza scolastica e' scandita da scontri periodici. Niente di drammatico, intendiamoci, niente che non rientri immediatamente grazie a un sorriso, una battuta o una pacca sulle spalle. E tuttavia questi piccoli screzi mi infastidiscono non poco perche' nascono, a mio avviso, da un modo non corretto che alcuni di voi hanno di intendere il lavoro in classe. Ragioniamo.

In primo luogo c'e' chi "fisicamente" non regge una spiegazione per piu' di un quarto d'ora. Passato questo lasso di tempo, piuttosto esiguo per la verita', anche a tener conto della curva dell'attenzione, comincia ad agitarsi, a distrarsi, a stuzzicare il compagno di banco e, nel migliore dei casi, mi fissa in silenzio, mentre spiego, con sguardo vuoto ed espressione assente. A inizio anno scolastico vi avevo invitato, per iscritto, a procurarvi quaderno per prendere appunti durante le spiegazioni. L'elementare dovere di appuntarvi i punti essenziali di una lezione viene da molti di voi semplicemente ignorato, mentre altri si limitano a scribacchiare qualcosa a margine dei libri di testo. Cosi' non va, non va e infatti i risultati delle ultime interrogazioni risentono della mancanza di concentrazione e di metodo che sopra segnalo.

Quando la lezione si fa piu' distesa e si toccano questioni di ordine generale che non riguardano direttamente gli argomenti in programma, oppure rispondo alle richieste di chiarimento o di approfondimento di qualcuno, molti interpretano queste situazioni come pure e semplici pause ricreative e si abbandonano ad atteggiamenti degni piuttosto di un asilo che di una classe liceale. Non parliamo poi di quello che accade durante le interrogazioni. (e qui dimostrate scarso rispetto anche per i vostri compagni sotto torchio). Come dire: "per comportarci in modo educato abbiamo bisogno solo e semplicemente del terrore; cara prof. si metta in mente che non ce ne frega assolutamente niente del vero motivo per cui siamo qui, che vogliamo semplicemente strappare una risicata sufficienza alla fine dell'anno, possibilmente impegnando la nostra mente il meno possibile".

Sapete benissimo che mi piace scherzare e non amo che nelle mie classi ci sia un'atmosfera opprimente. Cio' non toglie che vada ben distinto, da me come da voi, il momento, come dire, della "socializzazione" da quello in cui si lavora sui testi. Sono consapevole che avete sedici anni e non si puo' pretendere che la vostra naturale esuberanza venga repressa piu' di tanto. D'altra parte sarei capacissima di vestire i panni della prof arcigna, se e' questo che alcuni di voi (non tutti, per fortuna) vogliono, ma per ora aspetto . E tuttavia sono obbligata a ricordarvi almeno le regole della buona educazione che vanno comunque rispettate e a invitarvi a trovare una motivazione vera per quello che state facendo a scuola.

Il punto e' che siete abituati ad un modello di apprendimento che vi vuole passivi recipienti di contenuti e nozioni e che, finora, vi ha offerto poche occasioni di dicussione e partecipazione personale alla costruzione della vostra cultura. Se si esce dallo schema canonico spiegazione - interrogazione/compito - voto automaticamente pensate che la situazione sia poco seria e non meriti attenzione o impegno. Lasciate che vi dica che le cose non stanno proprio cosi', che alla fine rientreranno nella mia valutazione complessiva anche la vostra partecipazione e la vostra motivazione. Senza contare che studiare a pappagallo quattro paginette del libro di testo non vi consentira' di raggiungere la capacita' di collegamento, di critica personale, di sintesi originale che io giudico essenziali per ottenere buoni risultati nelle mie materie.

Detto questo, ognuno di voi e' libero di comportarsi come meglio crede. Se a qualcuno l'italiano e il latino proprio non vanno giu', pazienza: basta che sappia prendersi, quando verra' il momento, le proprie responsabilita'. E che comunque non faccia pesare il proprio disinteresse sulla qualita' del lavoro che svolgiamo in classe.

Postato da: floria1405 a 10:09 | link | commenti (5)
generale

venerdì, febbraio 13, 2004
Roman Law for Dummie...

Roman Law for Dummies - 2a puntata

La legge delle XII Tavole, la ‘bibbia’ del diritto privato romano, un testo scarno e incisivo come le tavole della legge mosaiche, risalente a metà del V secolo a.C., conteneva – fra l’altro – una serie di norme relative a ipotesi in cui taluno arrecasse offesa ad un altro. Se un tale avesse rotto un braccio a un concittadino, o lo avesse preso a calci in pubblico, le XII Tavole stabilivano l’entità del risarcimento da versare al danneggiato. Per i casi cosiddetti di iniuria semplice (un pugno di modesta entità, uno schiaffo che lasciasse solo il segno delle cinque dita per qualche ora …), l’entità del risarcimento era fissata a 25 assi (unità monetale dell’epoca, poi destinata ad esser sostituita da denario e sesterzio). V’era un piccolo problema. L’ammontare della pena, della somma intesa a titolo di risarcimento, era fisso. Vale a dire: quella somma (di 25 assi) che a metà del V secolo corrispondeva (che so?) a moderni 1000 Euro, passati due secoli (e i romani non erano soliti abrogare norme, nel loro ordinamento, né conoscevano adeguamenti Istat …) si era svalutata sino a rispondere ad attuali 50 centesimi. Morale? Ce ne parla Aulo Gellio, un curioso e antiquario di età adrianea (nelle sue Noctes Atticae, un’opera eclettica, vero campionario di aneddoti relativi a lingua, storia, diritto, medicina e quant’altro – 20.1.13). Un tale buontempone, tal Lucio Verazio (che taluno vorrebbe addirittura di rango equestre, ossia appartenente alla ‘Roma bene’ della fine della repubblica), si ‘tolse lo sfizio’: passeggiando per le vie di Roma, “palma verberabat”, schiaffeggiava (senza eccessiva violenza, solo ‘per sfregio’) i passanti di turno. Era accompagnato da uno schiavetto che immediatamente versava al malcapitato i 25 assi, i 50 centesimi di Euro (a titolo di ‘conciliazione extragiudiziale’ … un po’ come il CID). E così passava oltre, a sbeffeggiare il successivo. Il caso è limite. E il diritto – a Roma, ma non solo – progredisce nel momento in cui un caso-limite mostra (appunto) i limiti dell’applicazione senza eccezioni di una regola. L’ordinamento romano si attrezzò: e si introdusse un’azione, volta al risarcimento per i casi di iniuria semplice (quindi anche quelli di ‘buffetto da spregio’ à la Verazio), che consentisse al danneggiato di vedersi risarcire il danno effettivamente subito. Capirete che, se ad essere schiaffeggiato fosse stato Pompeo, Cesare o Marco Antonio (e va bene, anche Antonio Hybrida!), il risarcimento cui avrebbe avuto diritto sarebbe stato differente da quello che avrebbe potuto pretendere un pincopallo qualunque … il rimedio che ne risultò, la c.d. actio iniuriarum aestimatoria, fu in grado di scoraggiare altre bravate in stile Verazio (e di far progredire il diritto privato romano nel suo insieme). So che ho tralasciato alcuni aspetti, il tentativo era di raggiungere il più alto livello di chiarezza possibile. Se restano dubbi, avete lo spazio ‘commenti’ qua sotto.

Postato da: vwoolf a 12:14 | link | commenti (4)
collaborazioni

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La scuola italiana e' in fermento. Mentre la Moratti straparla di tre I (Impresa, Inglese, Informatica... ma non vorranno mica dire Improvvisazione, Incompetenza, Impudenza?), illudendosi ( e volendoci illudere) di aver intrapreso la Riforma clou del Nuovo Millennio, gli insegnanti e le loro classi, nelle scuole di ogni ordine e grado, bypassando le ormai vecchie sperimentazioni e alfabetizzazioni informatiche che ancora dominano nell' ottusa immaginazione di burocrati, dirigenti e prof poco aggiornati e poco fantasiosi, sperimentano nuove strategie, tentano di fare uscire i computer dai ghetti dei laboratori, vivono la Rete in tutta la sua varieta' e poliedricita'. Qualche esempio? Blog-Er, la piattaforma Blog appena attivata da Scuola Er, il portale delle scuole dell'Emilia Romagna; oppure partendo da EduBlog.it, provate a vagabondare nella lista di blog aperti da docenti di buona volonta' che si sforzano di adattare lo strumento alle esigenze di una scuola che cambia, che deve cambiare. Sono spesso, come il nostro [Fuori di Classe], esperienze timide, ancora artigianali, che non riescono a sfruttare appieno la potenza del mezzo. Ma la strada e' quella giusta e conduce ad una sempre piu' profonda interazione fra le classi, fra i docenti, fra gli studenti, e soprattutto fra la scuola e la proteiforme realta' di Internet: non si impara solo fra le pareti ammuffite dell'aula, non basta piu' studicchiare quattro parole sul libro di testo, occorre sperimentare, confrontarsi, aprirsi al mondo, alle esperienze degli altri, ai contatti con realta' anche remote ma che ora non sono piu' irraggiungibili. Intelligenza collettiva, intelligenza connettiva, che non si fa dominare dalla tecnologia, che non si piega alla "moda del computer", ma che adatta i nuovi strumenti ai propri scopi, a nuove forme di conoscenza e, soprattutto, si fa portavoce di un diverso Umanesimo, che senza recidere i legami con la tradizione guarda, con meraviglia e curiosita' e voglia di mettersi alla prova, al futuro.

Altre risorse: Blogs Didattici ... AppassionataMenteMatematica...AppassionataMente; Ora di religione; Pantarei (blog di Storia e Filosofia ...


Postato da: floria1405 a 10:12 | link | commenti (4)