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giovedì, maggio 17, 2007

La problematica attualizzazione del mito

In questo post, i lettori di Fuori di Classe troveranno il video della parte introduttiva della conferenza del dott. Andrea Taddei (Università di Pisa - Dipartimento di Filologia Classica) sulla "Medea" di Euripide, conferenza che si è tenuta il 9 marzo scorso nell'ambito del progetto "Incontri con il Classico  2007 - La trasgressione". D'accordo con il dott. Taddei, abbiamo deciso di circoscrivere la discussione su questo spazio al tema del rapporto problematico che il presente intrattiene con il mito antico e con la sua possibile attualizzazione. L'intervento del dott. Taddei prende spunto, fra l'altro, dallo spettacolo teatrale AedeMedea liberamente ispirato a Medea (Seneca), Medea (Grillparzer), Medea-black (Michel Azama), Stanza 411 (Simona Vinci) rappresentato dal gruppo teatrala FOB presso il Castello di Piombino il giorno successivo alla conferenza.

Al video segue un mio commento che, spero, possa servire da avvio al dibattito sulla questione. A breve verranno pubblicati su Fuori di Classe i video relativi alle successive conferenze.

 

 

 

Ho riflettuto a lungo in queste settimane su questa introduzione di Andrea Taddei alla sua bella disamina della Medea di Euripide. Se da un lato mi sembrava ineccepibile insistere sulla necessità di ricostruire con esattezza le coordinate culturali in cui un dato mito si iscrive, evitando attualizzazioni che ne snaturano, di fatto, il (presumibile) significato originario, dall’altro anch’io sentivo che qualcosa non tornava. La Medea di Euripide, è ovvio, non è la Medea di Seneca, non è quella di Grillparzer, non è quella di Pasolini, non è quella di Christa Wolf. Ma chi è, davvero, Medea? Un mito vive delle sue riscritture. Il mito antico non ha cessato di parlare quando, secondo Plutarco, fu annunciato “Il grande Pan è morto”, ma ha continuato a riprodursi metamorficamente in innumeri versioni diverse, coniugandosi variamente con le esigenze e le caratteristiche dei contesti nei quali, in un modo o nell’altro, il mondo antico ha agito come modello. D’altra parte, la Medea di Euripide continua ad essere tradotta, letta, rappresentata. Per chi? Certo per un pubblico ben diverso da quello del 431 a.C.. E con quale scopo? Perché, in un modo o nell’altro, a volte anche un po’ a caso, si continua a pescare nell’inesauribile serbatoio del passato?

Postato da: floria1405 a 22:15 | link | commenti (1)
generale, video, tecnologia didattica, incontri con il classico

martedì, maggio 01, 2007

Domani termina il ciclo "Incontri con il Classico" - La trasgressione

... che io ho organizzato per conto del mio Liceo. Abbiamo parlato di Medea ( 9 marzo, dott.Andrea Taddei - Università di Pisa), Aristofane (17 aprile, prof. Graziano Arrighetti, Università di Pisa), Petronio ( 27 aprile, prof. Monica Longobardi, Università di Ferrara). Concludiamo con Dante e con questa intrigante domanda, Dante ha veramente visto Dio?, alla quale cercherà di rispondere il prof. Mirko Tavoni dell'Università di Pisa. A breve metterò a disposizione in video parti delle conferenze.

Per ora, visto che siamo in dirittura d'arrivo e mi sento un po' nostalgica, a commento dell'iniziativa che, non a caso, quest'anno era dedicata al tema della Trasgressione, eccovi questo Pasolini d'annata.

 

(Pubblicato anche su  Contaminazioni)

Postato da: floria1405 a 14:31 | link | commenti