utente anonimo in I Tagli alla Scuola ...
utente anonimo in I Tagli alla Scuola ...
mtb in I Tagli alla Scuola ...
Dienneti, didattica e nuove tecnologie
Et in aranea ego...
Griseldaonline
Il mestiere di scrivere
Il portale di filosofia
Il sito di Piergiorgio Odifreddi
Le biblioteche del MIT
Liber Liber
Libri su Alice.it
MIT Opencourseware
Osservatorio della ricerca
Risorse per classicisti
Rivista Zetesis
appunti di didattica
collaborazioni
dante
esami di stato
filosofia
generale
incontri con il classico
informazione
internet
letteratura italiana classe 2
letteratura italiana classe 3
letteratura latina classe 3
lingua latina
segnalazioni
storia medievale
storia romana
suggerimenti di lettura
tecnologia didattica
video
visitato *loading* volte
|
|
I Tagli alla Scuola Pubblica
In queste settimane, nell'indifferenza pressoché generale e nella quasi totale inconsapevolezza della maggioranza dei cittadini, è in atto una vera e propria macelleria educativa, ovviamente con il pretesto della necessaria razionalizzazione del sistema dell'istruzione nel nostro Paese e sulla base di statistiche abbondantemente taroccate.
Nel frattempo, il Ministro Gelmini appare quotidianamente in televisione, sponsorizzando le più svariate iniziative di immagine, dall'introduzione della divisa scolastica come "segno forte di appartenenza" (appartenenza a cosa? A scuole che vengono sistematicamente smembrate dai burocrati degli Uffici Scolastici?) alla proposta di settimana corta, passando attraverso il sette in condotta e la musica di Gaber, del quale evidentemente il Ministro è fan, indicata come argomento di studio e approfondimento. Senza far mancare un chiacchiericcio fastidiosamente demagogico sulla presunta valorizzazione del merito.
Intanto, classi intere vengono fatte scomparire con un tocco di bacchetta magica, le cattedre svaniscono nel nulla, un po' ovunque la continuità didattica viene tranquillamente scavalcata. Fra accorpamenti e cancellazioni, che interessano anche classi intermedie e terminali, i ragazzi sono costretti a modificare il loro piano di studi, a trasferirsi in istituti talvolta significativamente distanti dalla città di appartenenza, ad affrontare spese, incertezze e improvvisi mutamenti di rotta. Nel caso della mia scuola, i tagli previsti mettono fortemente in discussione la sopravvivenza stessa del Liceo Classico (in una Città di trentaquattromila abitanti, non in uno sperduto paesino di montagna!) e ridimensionano drammaticamente le possibilità di sviluppo e di qualificazione della sezione scientifica.
Ma non è della situazione specifica che voglio parlare, perché la questione non riguarda solo il Liceo di Piombino o la nostra Provincia. In realtà mentre l'informazione si trastulla con le dichiarazioni sempre un po' populiste del politicante di turno, i cittadini (che siano professori, studenti o genitori) sono costretti a subire le conseguenze di scelte miopi, che ragionano solo in termini brutalmente economici, senza considerare affatto la specificità delle singole situazioni, le aspettative dell'utenza, gli impegni già assunti dalle Istituzioni Scolastiche e, soprattutto, il tanto decantato merito e la sempre esaltata (a parole) “qualità del servizio”. Non parliamo poi del diritto allo studio e della lotta all’abbandono scolastico, formulette vuote, buone giusto per pessime esercitazioni retoriche alle quali non crede più nessuno.
Questa è la situazione. Sarebbe auspicabile che ad essa venisse dato giusto risalto, confinando ai margini le discussioni balneari sul look degli studenti, utili evidentemente a gettare fumo negli occhi e a distogliere l’attenzione dei cittadini dal sistematico e perverso impoverimento della scuola pubblica nel nostro Paese.
